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Un grande storico dell’arte ha passato in rassegna i numerosi libri pubblicati nel cinquecentenario

PAUL JOANNIDES | 16 maggio 2021

Il cinquecentenario della morte di Raffaello del 2020 ha prodotto una notevole messe di volumi. Innanzitutto la monografia di Marco Bussagli che copre l’intera carriera di Raffaello. Insolito nella sua costruzione, il libro comprende una panoramica introduttiva, cinque argomenti significativi dell’opera del Maestro e un catalogo di 39 dipinti. Alcuni temi sono ben trattati, altri trascurati: il ruolo di Giovanni Santi nella formazione del figlio ad esempio è ben analizzato, ma il periodo fiorentino di Raffaello è presentato frettolosamente. Molto influenzato dalla monografia del 2011 di Claudio Strinati, lo studio beneficia di un design grafico inedito.

La mostra «Raffaello e gli amici di Urbino», allestita a Urbino nel 2019 e nel 2020, era incentrata sui rapporti tra Raffaello, Timoteo Viti e Girolamo Genga. Il catalogo offre resoconti sugli artisti e include alcuni nuovi dipinti e disegni. La mostra è stata completata da una piccola esposizione presso la Galleria Nazionale dell’Umbria sulle «Ceramiche di Raffaello».

Gli altri volumi si focalizzano soprattutto sugli ultimi anni di Raffaello. Durante il pontificato di Leone X l’attività del pittore si espande: diviene il principale architetto di Roma coinvolto nell’urbanistica e nell’archeologia e cerca di preservare i resti dell’antica Roma. Troppo impegnato in tali attività, per la produzione pittorica si dotò di una bottega efficiente: tra i suoi assistenti Giovanni Francesco Penni, Giulio Romano e Giovanni da Udine.

In questo periodo Raffaello progettò anche sculture, argenteria, mosaici e arazzi. L’accento principale della mostra «Raffaello 1520-1483» tenutasi alle Scuderie del Quirinale di Roma la scorsa primavera, e del relativo catalogo, è stato posto sulle ricadute intellettuali dell’opera di Raffaello. La mostra seguiva una cronologia inversa ma in ogni caso otto delle undici sezioni erano dedicate alle opere romane a scapito delle sezioni sull’attività a Firenze, in Umbria e nelle Marche.

Uno dei capitoli più interessanti del catalogo raccoglie le planimetrie di Villa Madama realizzata da Antonio da Sangallo su disegno di Raffaello. Il catalogo approfondisce inoltre il rapporto con Vitruvio e la lettera a Leone X che il l’artista scrisse con Baldassarre Castiglione. L’indagine di Raffaello sulla scultura, sulla pittura e sull’architettura antiche, a lungo oggetto di studio da parte di Arnold Nesselrath, è tracciata accostando disegni e oggetti.

Anche Raffaello. La rivoluzione dell’antico di Claudia La Malfa segue lo sviluppo dell’interesse di Raffaello per le forme antiche seppure con una scelta non significativa di illustrazioni, mentre la lettera a Leone X era il fulcro di una mostra dedicata a Castiglione tenutasi a Urbino. Tra gli oggetti esposti c’era una tela poco nota proveniente da Cremona tratta dallo studio di «testa calva», oggi perduto, nel quale Raffaello ritrasse l’amico e che è meglio conosciuto grazie a una tavola della bottega di Giulio Romano, anch’essa esposta.

A Urbino il grande ritratto di Castiglione a olio su tela conservato al Louvre era evocato da copie, mentre nella mostra romana era esposto l’originale. Alle Scuderie del Quirinale l’arte di Raffaello era però quasi un aspetto secondario: le schede di catalogo relative ai disegni e ai dipinti sono del tutto insoddisfacenti e riportano dichiarazioni infondate e prive di metodo di Konrad Oberhuber; disegni e dipinti più disparati degli assistenti di Raffaello vengono attribuiti al Maestro e le bibliografie sono stilate appositamente per sopprimere punti di vista divergenti, compresi quelli dello stesso Oberhuber prima della sua conversione al «panraffaellismo». Oltre ad appesantire Raffaello con opere non sue, anche i profili degli aiuti sono confusi.

Molto più interessante è il libro di Nesselrath. Contiene cinque riflessioni tra loro connesse su diversi aspetti dell’opera di Raffaello. Incoraggiante la posizione di Nesselrath in merito al ruolo della bottega, posizioneche prende le distanze dal panraffaelismo: Nesselrath attribuisce «Iustitia» e «Comitas» della Sala di Costantino a Giulio Romano, in contrasto con quanto affermato nel catalogo del Quirinale che le annovera tra le opere di mano di Raffaello. Coraggioso è il suo distacco dalle posizioni più diffuse circa la «Fornarina». Se l’attribuzione ad Annibale Carracci avanzata da Nesselrath sia corretta o meno è da provare, ma provenendo da uno studioso così eminente non può essere ignorata. Nesselrath ha lavorato per molti anni come curatore in Vaticano dove il suo occhio si è affinato e sostiene i suoi studi.

Sulla scia degli scritti di Thomas Campbell i nuovi studi hanno dedicato un’attenzione crescente a Raffaello disegnatore di arazzi. La qualità dei suoi cartoni preparatori per gli arazzi della Cappella Sistina, esposti dal 1865 al Victoria & Albert Museum, ha sempre suscitato ammirazione, ma raramente amore. I disegni e gli arazzi furono trattati in modo esaustivo da John Shearman in un fondamentale ma inaccessibile volume del 1972 e in seguito da Sharon Fermor nel 1996. Un punto di svolta fu l’esposizione di cartoni e arazzi affiancati organizzata dal V&A nel 2010 e curata da Nesselrath e Mark Evans. Rispetto alla Stanza dell’incendio di Borgo realizzata negli stessi anni 1515-16, ma più dagli aiuti che da Raffaello stesso, risulta evidente che i disegni preparatori sono effettivamente autografi.

Il libro di Ana Debenedetti analizza la storia degli arazzi portando avanti gli studi Shearman e Fermor, ma mi sarebbe piaciuto leggere un giudizio più entusiastico sulla qualità degli arazzi così come un’analisi dell’adozione da parte di Raffaello di uno stile neomasaccesco: l’interesse di Raffaello per l’antichità classica non deve indurci a sottostimare il suo «uso» dei predecessori del Quattrocento.

Se Pieter van Aelst, il tessitore degli arazzi sistini, diluì le forme raffaellesche in decorazione, gli arazzi del ciclo detto di Mortlake sono molto più fedeli ai cartoni del Maestro. Il catalogo della mostra di Dresda, che possiede sei degli arazzi, ne approfondisce con grande sensibilità il rapporto con i disegni preparatori e, tra i vari temi, tratta le successive letture politiche delle scene e la loro influenza in particolare su Nicolas Poussin. Per ciò che riguarda le incisioni, la Cenerentola degli studi raffaelleschi, mancano ancora studi attributivi di disegni e incisioni e il catalogo ragionato delle stampe di Marcantonio Raimondi, ma un passo avanti è stato compiuto da Naoko Takahatake cui si deve l’edizione commentata della Vita del celebre incisore di Raffaello contenuta nell’ultima riedizione della Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia.

Raffaello
di Marco Bussagli, 320 pp., ill., Giunti, Firenze 2020, € 85


Raffaello e gli amici di Urbino
a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, 288 pp., ill., catalogo della mostra (Urbino, 3 ottobre 2019-19 gennaio 2020), Centro Di, Firenze 2019, € 40


Raphael Ware. I colori del Rinascimento
a cura di Timothy Wilson e Claudio Paolinelli, 288 pp., ill., catalogo della mostra (Urbino, 31 ottobre 2019-13 aprile 2020), Allemandi, Torino 2019, € 60
Raffaello 1520-1483, a cura di Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, 544 pp., ill., catalogo della mostra (Roma, Scuderie del Quirinale 5 marzo-2 giugno 2020), ill., Skira, Milano 2020, € 46

Raffaello. La rivoluzione dell'antico
di Claudia La Malfa, 320 pp., 66 tav. col., Bur-Rizzoli, Milano 2020, € 16


Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte
a cura di Vittorio Sgarbi ed Elisabetta Soletti, 209 pp., ill., catalogo della mostra (Palazzo Ducale, Urbino 19 luglio-1 novembre 2020), Maggioli, Santarcangelo di Romagna (RN) 2020, € 15


Raffaello!
di Arnold Nesselrath, 223 pp., ill., Mondadori Electa, Milano 2020, € 99


The Raphael Cartoons
a cura di Ana Debenedetti, 112 pp., ill., V&A Publishing, London 2020, £9.99


Raphael. The Power of Renaissance Images: the Dresden Tapestries and their Impact
a cura di Stefan Koja et al, 336 pp., ill., catalogo della mostra (Dresden Gemäldegalerie Alte Meister, 6 giugno 2020-30 agosto 2020) Sandstein Verlag, Dresda 2020, € 48

Felsina pittrice, Lives of the Bolognese Painters
Volume 2, Part 2, Life of Marcantonio Raimondi and Critical Catalogue of Prints by or after Bolognese Masters (Carlo Cesare Malvasia), edizione critica annotata e tradotta da Lorenzo Pericolo, Naoko Takahatake e Alberto Girotto, 844 pp., ill., Harvey Miller Publishers-Brepols, Turnhout 2017, € 350

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