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Sorto su di un altopiano di origine lavica, Pompei fu sin dall’inizio della sua storia legata alla sua posizione sul mare, che la rendeva il porto ideale per i centri dell’entroterra campano, in concorrenza con le altre città greche della costa. I primi accenni di un insediamento vero e proprio li troviamo attorno al VI secolo a.C., ma fu verso la metà del secolo successivo, quando Pompei entrò nell’orbita dei Sanniti, che la città conobbe i primi veri ed importanti sviluppi. Pompei in tal senso aderì inizialmente ad una sorta di confederazione che comprendeva le città di Nuceria Alfaterna, Ercolano, Stabia e Sorrento, risale probabilmente a questo periodo la fortificazione dell’intero altopiano con una cerchia di mura di tufo che racchiudeva oltre sessanta ettari di terreno, anche se la città vera e propria non raggiungeva i dieci ettari d’estensione.

Pompei

Pompei

Durante le cruente guerre sannitiche, Pompei fu nemica di Roma, ma una volta sconfitta si associò all’Urbe mantenendo un’autonomia linguistica e istituzionale, arrivando ad ottenere un primo regolare impianto urbanistico attorno al IV sec. a.C.. La città la troviamo protagonista anche durante la seconda guerra punica, quando a differenza di Capua e di tante altre città della Campania, decise di mantenere l’alleanza romana, cosa che permise a Pompei di conservare quell’autonomia così faticosamente guadagnata anni prima.

Il primo vero grande sviluppo economico di Pompei si ebbe nel II secolo a.C. quando la assidua coltivazione delle terre e la conseguente massiccia esportazione di vino ed olio portarono alla città grande benessere ed un altissimo tenore di vita, prove ne sono le meravigliose ville, giunte fino ai nostri giorni, che ci fanno solo immaginare il grande sfarzo in cui vivevano gli abitanti di quelle Domus.
Nel 91 a.C., durante la guerra sociale, nel tentativo d’ottenere una piena cittadinanza romana, Pompei insieme ad altre città campane si arma contro Roma, ma la indiscutibile superiorità militare dell’Urbe rese vano ogni tentativo, e nel 89 a.C., Silla, dopo aver costretto alla resa Stabia, partì alla volta di Pompei, che tentò una strenua difesa rinforzando le mura cittadine ed avvalendosi dell’aiuto dei Celti comandati da un tale Clutentius. Ogni tentativo di resistenza risultò inutile e ben presto la città si arrese.

Panoramica di Pompei come appare oggi con il Vesuvio sullo sfondo.

Panoramica di Pompei come appare oggi con il Vesuvio sullo sfondo.

Nell’80 a.C. Pompei entrava definitivamente nell’orbita romana e Lucio Cornelio Silla vi trasferì una colonia di veterani che venne chiamata Colonia Cornelia Veneria Pompeianorum. L’assegnazione di terre ai veterani avvenne certo a danno delle gentes che avevano più aspramente avversato Silla. Ciò nonostante, le vicende politiche e militari non influenzarono in maniera determinante il benessere e l’attitudine commerciale dei Pompeiani (volta soprattutto all’esportazione dei vini campani) che interessava zone anche molto remote. Per la salubrità del clima e l’amenità del paesaggio, la città ed i suoi dintorni costituirono anche un piacevole luogo di villeggiatura per alcuni ricchi Romani, compreso Cicerone che aveva possedimenti nella zona. Famoso è l’episodio di epoca imperiale risalente al 59 d.C., ovvero la rissa avvenuta tra Nucerini e Pompeiani nell’anfiteatro di Pompei, che spinse Nerone a proibirvi, per dieci anni, ogni spettacolo gladiatorio.

L'eruzione del Vesuvio sommerse Pompei sotto sei metri di cenere vulcanica.

L’eruzione del Vesuvio sommerse Pompei sotto sei metri di cenere vulcanica.


Pompei è però passata alla storia per le terribili vicende legate all’eruzione del Vesuvio, nell’anno del 79 d.C., eruzione che la seppellì di cenere lavica, salvaguardandone buona parte del patrimonio artistico, giunto ben conservato fino ai giorni nostri, ma cosa accadde esattamente in quel 24 agosto del 79 d.C.?
Più o meno nella tarda mattinata di quel giorno, gli abitanti di Pompei videro comparire una grossa nuvola nera che si formava al di sopra del Vesuvio (che all’epoca era molto più alto di come lo conosciamo oggi), i gas compressi fecero saltare il grande ammasso di lava solidificata che ostruiva l’apertura del vulcano, lanciando in aria e sulla città migliaia e migliaia di tonnellate di lapilli e cenere, tanto da coprirne la luce solare. Fra terribili scosse di terremoto ed esalazioni di gas letali, Pompei e una buona parte dei suoi abitanti cessò di esistere sotto oltre sei metri di coltre vulcanica. Secondo alcune stime Pompei in quel periodo contava di almeno diecimila abitanti, si suppone che almeno duemila di essi perirono a causa dell’eruzione. Pare che i lapilli, spinti dal vento, presero a cadere sulla zona a sud-est del vulcano per un raggio di 70 km, e per la durata di ben 4 giorni. Fu una vera tragedia e L’imperatore Tito istituì un’apposita commissione per i soccorsi in Campania. Il racconto dettagliato del tragico evento, nelle sue varie fasi, ci è stato tramandato da un testimone oculare d’eccezione, Plinio il Giovane, che, in due lettere indirizzate a Tacito, su richiesta di quest’ultimo, descrive la morte dello zio, Plinio il Vecchio, avvenuta per soffocamento sulla spiaggia di Stabia. Di seguito uno stralcio di queste preziosissime testimonianze.

“Egli si trovava a Miseno e comandava la flotta. Il nono giorno prima delle calende di Settembre verso l’ora settima (24 Agosto ore 13), mia madre gli indicò una nube insolita per grandezza ed aspetto. Egli, dopo avere preso un bagno di sole e poi di acqua fredda, aveva preso a letto un piccolo pasto a stava ora studiando; chiese i calzari e salì ad un luogo dal quale si poteva veder bene quel fenomeno. Una nube si innalzava (non appariva bene da quale monte avesse origine, si seppe poi dal Vesuvio), il cui aspetto e la cui forma nessun albero avrebbe meglio espressi di un pino. Giacché, protesasi verso l’alto con un altissimo tronco, si allargava a guisa di rami perché ritengo, sollevata dapprima da una corrente d’aria e poi abbandonata a se stessa per il cessare di quella o cedendo al proprio peso, si allargava pigramente. Talora bianca, talora sporca e chiazzata a causa del terriccio e della cenere trasportata. Il fenomeno apparve all’eruditissimo uomo, grande e degno di essere osservato più da vicino…”

Ricostruzione virtuale di come poteva apparire Pompei prima dell'eruzione.

Ricostruzione virtuale di come poteva apparire Pompei prima dell’eruzione.

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