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I corridoi delle catacombe di Priscilla a Roma

I corridoi delle catacombe di Priscilla a Roma


Antiche aree cimiteriali sotterranee ebraiche e cristiane, le catacombe di Roma erano solitamente scavate nel tufo al di fuori dell’antica cinta muraria della città, dato che era vietato effettuare sepolture all’interno di essa.
Nei primi anni di diffusione del cristianesimo, i cristiani venivano sepolti insieme a chi professava il paganesimo; quando la comunità divenne più numerosa, fu però necessario creare cimiteri collettivi. La facilità con cui poteva essere scavato il tufo, facilitò non poco il compito, per esigenze naturali di spazio vennero appunto realizzate queste gallerie sotterranee a più piani. I nuclei più antichi delle catacombe che si estendono al di sotto del livello stradale attuale risalgono alla fine del II secolo d.C..

In origine le catacombe vennero utilizzate esclusivamente per scopi funerari e per praticarvi il culto dei martiri che li erano sepolti. La tradizione comune ci ha tramandato che esse fossero utilizzate anche come nascondigli dai cristiani perseguitati, teoria che oggi viene facilmente smentita, anche perchè le persecuzioni caratterizzarono solamente alcuni periodi della storia dell’Impero Romano, ovvero, al tempo di Nerone (tra il 64 e il 67), Domiziano (solo nel 96), Decio (249-251), Valeriano (253-260) e Diocleziano (303-305).

Nel III secolo d.C., già nella sola Roma, si contavano ben 25 cimiteri, alcuni dei quali in possesso della Chiesa come ad esempio le catacombe di San Callisto. Nella prima metà del III secolo, inoltre, Roma venne suddivisa in sette regioni ecclesiastiche e ad ognuna di esse vennero assegnati luoghi di culto e diverse catacombe per la sepoltura dei cristiani. Nel 313 d.C., il cristianesimo diventò religione ufficiale di stato e inizialmente furono in molti a voler essere sepolti nei luoghi in cui riposavano i primi martiri cristiani.
Già dal V secolo d.C., si verificò un’inversione di tendenza e lentamente si cominciò ad abbandonare l’uso della sepoltura nelle catacombe, che continuarono tuttavia ad essere meta di pellegrini a scopo di devozione e preghiere.
Tra l’VIII ed il IX secolo, in seguito ai vari saccheggi dei barbari a cui fu sottoposta Roma, i santuari vennero gradualmente abbandonati e le sacre reliquie vennero trasportate nelle chiese.
Una volta traslate le reliquie nelle varie chiese all’interno della città, le catacombe furono completamente abbandonate; gli accessi vennero gradualmente ostacolati dalla vegetazione e dalle frane, i santuari e i cimiteri caddero inesorabilmente nell’oblio.
Durante il Medioevo si perse ogni traccia della loro ubicazione e la confusione che si faceva sui nomi era molta. Le uniche catacombe ad essere ricordate con certezza furono quelle di San Sebastiano, di San Lorenzo e di San Pancrazio.

L'ingresso alle catacombe di San Sebastiano, situato lungo la via appia antica, a poca distanza dal Mausoleo di Cecilia Metella.


L’ingresso alle catacombe di San Sebastiano, situato lungo la via appia antica, a poca distanza dal Mausoleo di Cecilia Metella.


Le catacombe romane sono costituite da gallerie sotterranee chiamate “ambulacra”, lungo le cui pareti erano ricavati i loculi. Questi loculi erano generalmente disposti su file verticali e potevano contenere uno o più defunti; esternamente erano sigillati da lastre di marmo, sulle quali erano incisi il nome del defunto ed il mestiere che praticava in vita, accompagnati da elementi simbolici cristiani o ebraici.
Un’altra tipologia di sepoltura, tipica delle catacombe romane, è “L’arcosolium”. Esso era costituito da una nicchia ad arco posta al di sopra di una lastra marmorea posta in orizzontale, che chiudeva la tomba. L’arcosolium poteva essere semplice, ossia per una sola persona, oppure composito, che poteva accogliere le sepolture di una intera famiglia.
Lungo i corridoi delle catacombe non è raro vedere i cubicoli, camere sepolcrali di forma quadrata o poligonale, contenenti più loculi o arcosoli destinati a membri della stessa famiglia o di famiglie imparentate tra loro; oppure cripte, e cappelle decorate con affreschi di vario genere.
Le catacombe romane, in numero di quaranta nel suburbio, furono costruite lungo le vie consolari, come la via Appia, la via Ostiense, la via Labicana, la via Tiburtina, e la via Nomentana. La cura delle catacombe cristiane è oggi affidata alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che dirige gli scavi e i restauri. A Roma esistono anche catacombe ebraiche come quelle di Vigna Randanini e Villa Torlonia.

Di seguito l’elenco dei cimiteri ipogei di Roma, alcuni di questi non identificati:

Via Cornelia

Necropoli vaticana

Via Aurelia

Catacomba di San Pancrazio
Catacomba di Calepodio
Catacomba dei due Felici
Catacomba dei Santi Processo e Martiniano

Via Portuense

Catacomba di Ponziano
Catacombe di Generosa

Via Ostiense

Tomba di san Paolo
Tomba di san Timoteo
Catacombe di Commodilla
Catacomba di Santa Tecla

Via Ardeatina

Catacomba dei Santi Marco e Marcelliano
Catacombe di Domitilla
Catacomba della Nunziatella
Catacomba di Balbina

Via Appia

Catacombe di San Callisto
Catacombe di Pretestato
Catacombe di San Sebastiano
Ipogeo di Vibia (con sepolture pagane e cristiane)
Catacombe di Vigna Randanini

Via Latina

Catacomba dei Santi Gordiano ed Epimaco
Catacomba di Aproniano
Ipogeo di via Dino Compagni
Ipogeo di Trebio Giusto

Via Labicana

Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro
Catacombe di San Zotico
Ipogeo degli Aureli
Catacomba di San Castulo

Via Tiburtina

Catacomba di San Lorenzo
Catacomba di Novaziano
Catacomba di Sant’Ippolito
Catacomba di Santa Sinforosa (oggi nel territorio di Tivoli)

Via Nomentana

Catacomba di San Nicomede
Catacomba di Sant’Agnese
Catacomba maggiore
Catacombe di sant’Alessandro
Catacombe di Villa Torlonia

Via Salaria nova

Catacombe di Santa Felicita
Catacomba di Trasone
Catacomba di Sant’Ilaria
Catacomba dei Giordani
Catacombe di Priscilla
Catacombe di via Anapo

Via Salaria vetus

Catacomba di San Panfilo
Catacomba di Sant’Ermete
Ipogeo di via Livenza
Catacomba ad clivum Cucumeris

Via Flaminia

Catacomba di San Valentino

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