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La società segreta degli Illuminati bavaresi

Ritenuta pericolosa e sovversiva e accusata di tramare contro lo stato e la Chiesa, la setta bavarese fu costretta a sciogliersi nel 1784, a pochi anni dalla sua fondazione


Fino al compimento del trentaseiesimo anno d’età, la vita di Adam Weishaupt si era svolta apparentemente come quella di tanti altri rispettabili borghesi nella Germania del XVIII secolo. Nato a Ingolstadt, città dell’allora Stato indipendente di Baviera, Weishaupt discendeva da una famiglia ebrea convertita al cattolicesimo. Poiché era rimasto orfano di padre quando era ancora piccolo, era stato adottato dal suo padrino di battesimo, Johann Adam Ickstatt, che provvide alla sua istruzione e lo indirizzò al collegio dei Gesuiti di Ingolstadt. Terminati gli studi, egli divenne ben presto professore di diritto canonico presso l’Università della sua città natale, di cui Ickstatt era rettore. Tuttavia, nel 1784, le autorità bavaresi vennero in possesso di alcuni suoi scritti che giudicarono sediziosi, lo definirono un pericoloso rivoluzionario e ne chiesero la cattura.

In effetti, fin da molto giovane Weishaupt si era accostato alle opere filosofiche francesi, soprattutto di Voltaire, di cui aveva potuto disporre nella biblioteca privata di Ickstatt, e si era imbevuto degli ideali progressisti dell’Illuminismo, quali la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, in aperta contrapposizione con l’assolutismo regio e l’oscurantismo religioso.

Inaugurazione della statua del langravio Federico II a Kassel, capitale dell’Assia. Suo figlio Carlo era un membro degli Illuminati. J.H. Tischbein, 1783

Inaugurazione della statua del langravio Federico II a Kassel, capitale dell’Assia. Suo figlio Carlo era un membro degli Illuminati. J.H. Tischbein, 1783

Foto: Bridgeman / Index

   

Ateo e materialista, malgrado il suo incarico di professore di diritto canonico, Weishaupt ambiva a restituire all’uomo la dignità e la libertà naturale, prepotentemente limitate dalle forze politiche e religiose. Egli si avvicinò dapprima alla massoneria, che si andava allora diffondendo in tutta Europa, ed entrò in contatto con i Rosacroce, un’altra setta impregnata di esoterismo ma fortemente orientata verso il cattolicesimo. Fu proprio per contrastare le frange spiritualiste dei Rosacroce che Adam ideò l’Ordine dei Perfettibilisti, come erano chiamati in origine gli Illuminati.

Banchieri e poeti

Il primo maggio 1776 ebbe luogo nello studio di Weishaupt a Ingolstadt la cerimonia inaugurale dell’associazione, a cui presenziarono solo cinque membri; ognuno di loro assunse un nome tratto dall’antichità classica e Weishaupt scelse per sé quello di Spartaco. In tale sede furono inoltre proclamate le norme destinate a regolare il funzionamento dell’Ordine: gli aspiranti adepti potevano essere accolti solo previo assenso degli altri affiliati e, peraltro, sarebbero stati accettati solo se caratterizzati da un elevato profilo economico e sociale.

Vi erano inizialmente solo tre gradi nell’Ordine: novizio, minervale e minervale illuminato. Il termine “minervale” alludeva naturalmente a Minerva, la dea greco-romana della sapienza, simbolo dell’ingegno e dell’intelligenza: l’intento dichiarato degli Illuminati era infatti quello di diffondere la cultura dei Lumi, le cui opere erano in gran parte proibite in Baviera. Negli anni successivi, l’Ordine crebbe rapidamente, nonostante il suo carattere di segretezza; si stima che nel 1782 contasse già 600 membri. Tra questi figuravano anche personalità pubbliche di rilievo, come il barone Meyer Amschel de Rothschild, che finanziò generosamente l’associazione.

Come i massoni, gli Illuminati celebravano dei convegni rituali ogni volta che uno dei loro adepti saliva di grado. Cerimonia d'iniziazione di un apprendista massone. Incisione, 1733​

Come i massoni, gli Illuminati celebravano dei convegni rituali ogni volta che uno dei loro adepti saliva di grado. Cerimonia d'iniziazione di un apprendista massone. Incisione, 1733​

Foto: Bridgeman / Index

In aggiunta agli studenti di Weishaupt, dunque, tra gli adepti della setta si annoveravano nobili, politici e liberi professionisti, quali medici, farmacisti, avvocati e giuristi, oltre a intellettuali e letterati, tra cui campeggiavano i nomi di Johann Gottfried Herder e Johann Wolfgang von Goethe. Al loro apice, verso la fine del 1784, gli Illuminati affermavano di aver raggiunto i 2000 affiliati, ripartiti tra la Baviera e il resto della Germania.

Un ruolo chiave nell’organizzazione e nell’elaborazione dell’ideologia politica dell’Ordine spettò al barone Adolf von Knigge, teologo protestante e scrittore, noto come Filone. Ex massone, egli propose nel 1782 un piano di riforma degli Illuminati, da cui escluse gli ebrei, i monaci e le donne. La struttura della società fu modellata su quella della massoneria e la sua gerarchia divenne più complessa: furono stabiliti tredici livelli di iniziazione, suddivisi in due categorie. La prima, ovvero “edificio inferiore”, culminante nel grado di “illuminato direttore”, non era che un preludio alla seconda, detta “edificio superiore”, che comprendeva i misteri veri e propri. Concludevano il percorso i gradi supremi di “mago filosofo” e “uomo re”.

In meno di dieci anni l’Ordine degli Illuminati si espanse fino ad accogliere duemila affiliati

Weishaupt illustrò personalmente gli obiettivi perseguiti dalla società che aveva fondato: la lotta contro i pregiudizi religiosi e di ogni tipo, contro l’assolutismo e l’oppressione politica, contro il gretto nazionalismo e per la fratellanza fra i popoli. «Principi e nazioni scompariranno senza violenza dalla faccia della Terra. L’umanità diverrà nel futuro una medesima famiglia e il mondo sarà abitato solo dall’uomo raziocinante. [...] La morale è l’arte che insegna agli uomini a liberarsi dal bisogno di tutela e che renderà inutili principi e Stati».

Adam Weishaupt, fondatore degli Illuminati. Xilogradia del XIX secolo

Adam Weishaupt, fondatore degli Illuminati. Xilogradia del XIX secolo

Foto: Karger-Decker / Age Fotostock

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Traditi dall’interno

Proprio nel momento in cui l’Ordine era all’apice del successo, ebbe inizio una reazione politica che sarebbe culminata nella dissoluzione degli Illuminati da parte delle autorità tedesche. Knigge, entrato in conflitto con Weishaupt, abbandonò l’Ordine poco prima che cominciassero le persecuzioni; nel frattempo, un altro fuoriuscito, l’avvocato Joseph Utzschneider, presentò un documento alla duchessa Maria Anna di Baviera, di cui era il segretario, nel quale rivelava tutte le attività segrete dell’associazione e tacciava i suoi ex confratelli di irreligiosità e immoralità. In più, gli Illuminati furono accusati di cospirare a favore della monarchia austriaca, che ambiva a estendere la propria egemonia sulla Baviera.

Avvisato del presunto complotto, il 22 giugno del 1784 il principe elettore e duca di Baviera Karl Theodor promulgò un editto con il quale proibì la formazione di qualsiasi comunità, società e confraternita segreta o non approvata dallo stato, e decretò lo scioglimento degli Illuminati e di tutte le logge massoniche della Baviera. Malgrado ciò, poiché molti esponenti dell’Ordine disattesero le sue disposizioni e continuarono a riunirsi clandestinamente, il principe elettore dovette rinnovare il precedente decreto il 2 marzo del 1785, accusando Illuminati e massoni di finalità sovversive.

Karl Theodor, principe elettore e duca di Baviera (1777-1799)

Karl Theodor, principe elettore e duca di Baviera (1777-1799)

Foto: AKG / Album

Seguì una serie di arresti e perquisizioni. In particolare, nelle tasche di un Illuminato di nome Jacob Lang, la polizia bavarese trovò le carte di un piano politico destabilizzante e un elenco di affiliati. D’altro canto, nella casa di Franz Xavier von Zwack, braccio destro di Weishaupt e primo reclutatore di nuovi adepti della setta, furono scoperti un’apologia del suicidio e dell’ateismo, oltre a istruzioni per preparare inchiostro invisibile e per produrre sostanze tossiche quali l’acqua tofana, un veleno ricavato dal grasso di maiali nutriti con arsenico.

Tali prove, portate a conoscenza dell’opinione pubblica dalla stampa dell’epoca, costituirono la base delle gravi denunce scagliate contro l’Ordine fondato da Weishaupt. Nell’agosto del 1787, Karl Theodor inflisse il colpo finale all’organizzazione, emanando un terzo editto con cui si decretava la pena di morte per chiunque avesse aderito ad associazioni segrete.

Frattanto, Adam Weishaupt si era rifugiato alla corte di Gotha, città dell’odierna Turingia, allora appartenente a un piccolo ducato a nord della Baviera. Lì, dove trovò asilo fino alla morte, pubblicò varie apologie degli Illuminati, in un estremo ma vano tentativo di rivitalizzare l’Ordine. La feroce repressione del duca di Baviera aveva dato i suoi frutti, benché alcuni Illuminati fossero riusciti a scappare negli Stati Uniti, dove avrebbero dato vita a nuove società segrete, considerate eredi della setta bavarese.

Civetta, simbolo degli Illuminati

Civetta, simbolo degli Illuminati

Foto: Leemage / Prisma Archivio




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