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La Basilica di Massenzio

La Basilica di Massenzio

La Basilica di Massenzio o, più propriamente, di Costantino, è l’ultima e la più grande basilica civile del centro monumentale di Roma, posta anticamente sul colle della Velia, non fa parte del Foro Romano pur rientrando oggi nell’area archeologica che lo comprende, ma era nelle immediate vicinanze di esso.
Nelle fonti più antiche la basilica è ricordata come Basilica Nova, o Basilica Constantiniana e la sua funzione era prevalentemente di ospitare l’attività giudiziaria di pertinenza del prefetto urbano. Fu inizialmente fatta costruire da Massenzio agli inizi del IV secolo, probabilmente nell’anno 308 d.C., e fu terminata e modificata da Costantino il Grande. in prossimità del tempio della Pace, già probabilmente in abbandono, e del tempio di Venere e Roma.

Gli scavi archeologici hanno dimostrato come in questo punto sorgesse anticamente un grande complesso utilitario dell’epoca dell’Imperatore Domiziano, parallelamente contrapposto a uno simile che sorgeva sull’altro lato della Sacra “via summa” ampiamente danneggiato durante gli scavi condotti nel XIX secolo perché scambiato per una costruzione medievale. Una porzione di questo edificio più antico era occupata dagli “Horrea piperiana”, i magazzini del pepe e delle spezie. Della basilica ben presto si perse la corretta denominazione, e i colossali resti furono noti con la denominazione di Templum urbis. Solo agli inizi del XIX secolo fu nuovamente identificata.

Ricostruzione virtuale della Basilica di Massenzio

Ricostruzione virtuale della Basilica di Massenzio


Lo schema costruttivo del gigantesco edificio (100 x 65 m), di cui resta oggi soltanto il lato settentrionale, presentava una navata centrale più larga e più alta (di base 80 x 25 m). Sulla navata centrale si aprivano, invece che le tradizionali navate minori, separate da quella centrale tramite file di colonne, tre grandi nicchie per lato, coperti da volta a botte con lacunari ottagonali ancora ben visibili nella parte superstite. Gli ambienti erano collegati tra loro da piccole aperture ad arco. La navata centrale era coperta da tre enormi volte a crociera in “opus caementicium”, alte circa 35 m che poggiavano sui setti murari trasversali che separavano gli ambienti laterali e sulle colonne di marmo alte 14,5 m, ciascuna addossata alla loro terminazione. Le colonne sono tutte scomparse: l’unica che ancora si conservava nel XVII secolo venne fatta collocare da Papa Paolo V in piazza di Santa Maria Maggiore, dove tuttora si trova. Queste colonne sorreggevano una trabeazione marmorea, di cui rimangono resti dei blocchi parzialmente inseriti nella muratura. Le dimensioni e il sistema costruttivo degli spazi interni sono del tutto compatibili con quelli delle grandi sale delle terme, che venivano infatti chiamate anche “basiliche”. L’esempio più lampante è la sala delle terme di Diocleziano, trasformata poi nella basilica di Santa Maria degli Angeli.

Ricostruzione virtuale dell'interno della Basilica di Massenzio

Ricostruzione virtuale dell’interno della Basilica di Massenzio


Sul lato corto occidentale, alla testata della navata centrale si apriva un’abside preceduta da due colonne. Nell’abside venne collocata una statua colossale, costruita parte in marmo e parte in legname e bronzo dorato, alta 12 metri raffigurava in origine lo stesso Massenzio e in seguito venne rilavorata con i tratti di Costantino I. Alcune parti marmoree superstiti furono scoperte nel 1487 e sono tutt’ora nel cortile del palazzo dei Conservatori sul Campidoglio. La sola testa misura 2,60 metri!

I resti della grande statua di Costantino ai musei capitolini

I resti della grande statua di Costantino ai musei capitolini


All’abside occidentale si contrapponeva l’originario ingresso dell’edificio, sul lato corto orientale, preceduto da una scalinata. L’ingresso dava accesso ad un corridoio trasversale aperto sulla navata centrale mediante cinque aperture ad arco. L’ingresso sul lato corto opposto all’abside rappresenta una disposizione che divenne poi tipica delle prime basiliche cristiane.
L’impianto originario subì in seguito alcune modifiche, tra cui l’apertura di un secondo ingresso sul lato meridionale, lungo la via Sacra, scoperto nel corso di scavi ottocenteschi. Questo secondo ingresso era costituito da un portico con fusti in porfido, al quale si accedeva con una scalinata, costruita per superare il dislivello tra la via e l’altura della Velia.

Il nicchione centrale del lato settentrionale, opposto al nuovo ingresso fu arricchito nello stesso momento di una seconda abside sul fondo, coperta da una semi-cupola e con le pareti arricchite da nicchie destinate ad ospitare statue su due ordini. Le nicchie erano inquadrate da edicole costituite da piccole colonne poggianti su mensole sporgenti dalla parete. Sul fondo dell’abside era realizzato un podio in muratura destinato ad ospitare il tribunale dei giudici.
Questo intervento, solitamente attribuito al completamento di Costantino, è invece probabilmente da considerare più tardo (probabilmente intorno alla fine del IV secolo), come sembra provare il livello più elevato delle fondazioni della nuova abside.
L’edificio era dotato anche di numerosi collegamenti verticali: all’interno della muratura all’angolo nord-occidentale era inserita una scala a chiocciola, di cui oggi restano cinque gradini; un’altra doveva trovarsi nell’opposto angolo sud-orientale.
Una piccola curiosità, all’interno del sito archeologico della Basilica di Massenzio, nel 1960 durante le Olimpiadi che si svolsero a Roma, vennero ospitate le gare di lotta greco romana.

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