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I granduchi di Toscana furono avvelenati?

All’indomani dell’improvviso decesso dei granduchi di Toscana nel 1587 iniziarono a circolare voci su un loro possibile avvelenamento


Figlio e successore del granduca di Toscana Cosimo I e della spagnola Eleonora di Toledo, Francesco I de’ Medici non ereditò le ambizioni politiche e il genio strategico del padre, né le abilità finanziarie e l’eleganza della madre.

Fin dalla sua ascesa al trono nel 1574, il nuovo granduca aveva dimostrato di preferire la tranquillità di una corte lontana dal governo, che aveva lasciato nelle mani dei funzionari per dedicarsi alle sue grandi passioni: lo studio dell’arte e gli esperimenti con formule alchemiche e veleni, di cui era un grande conoscitore. Introverso e cagionevole di salute, Francesco era considerato dai suoi contemporanei una persona dal carattere cupo. I fiorentini attribuivano questa caratteristica alla sua lunga permanenza presso la corte spagnola, dov’era cresciuto sotto l’ala di Carlo V e di suo figlio Filippo II, che avevano appoggiato l’ascesa al trono di questo ramo dei Medici.

La morte dei granduchi di Toscana al termine del banchetto nella loro residenza di caccia, rievocata dal pittore Amos Cassioli nel 1872

La morte dei granduchi di Toscana al termine del banchetto nella loro residenza di caccia, rievocata dal pittore Amos Cassioli nel 1872

Foto: Akg / Album

Francesco aveva stretto anche dei legami familiari con gli Asburgo sposando in prime nozze l’arciduchessa Giovanna d’Austria, figlia dell’imperatore Ferdinando I e cugina di primo grado del re di Spagna. Dopo 13 anni di matrimonio infelice, Giovanna morì nell’aprile del 1578, mentre era incinta, in seguito a una caduta sulla scalinata della basilica della Santissima Annunziata di Firenze. Già da tempo il granduca non esitava a farsi vedere in pubblico accanto al suo vero amore, Bianca Cappello, nobildonna veneziana invisa ai fiorentini, che l’accusavano di essere una strega.

Una giornata di caccia

Bianca riuscì ben presto a raggiungere il suo obiettivo: nel 1579, qualche anno dopo la morte del primo marito in una rissa di strada, diventò la seconda moglie di Francesco de’ Medici. Grazie alla sua ascesa inarrestabile anche i veneziani – che un tempo le rimproveravano la “condotta immorale”, ovvero il fatto che fosse scappata di casa proprio con il suo primo marito – iniziarono a vederla di buon occhio: il governo del doge la considerava una preziosa alleata per interferire nelle vicende toscane.

Filippo de’ Medici, figlio ed erede di Francesco I. La sua morte, avvenuta nel 1582, fu attribuita ai malefici della “strega” Bianca Cappello

Filippo de’ Medici, figlio ed erede di Francesco I. La sua morte, avvenuta nel 1582, fu attribuita ai malefici della “strega” Bianca Cappello

Foto: Dea / Scala, Firenze

Nel 1587 tutto sembrava andare per il meglio a Bianca: persino uno dei suoi principali detrattori – il cardinale Ferdinando de’ Medici, fratello del granduca – sembrava aver finalmente dato la sua approvazione all’odiata cognata. Per celebrare la ritrovata intesa familiare venne organizzata una battuta di caccia a Poggio a Caiano, nella campagna toscana, che si sarebbe conclusa con un sontuoso banchetto. La villa di Poggio a Caiano era una delle residenze preferite dei duchi di Firenze. Fu lì che l’8 ottobre 1587 si svolse quella che sembrava una delle tranquille giornate venatorie tanto amate da Francesco. La cena con gli ospiti trascorse normalmente finché, ormai al dolce, Francesco si sentì male e decise di ritirarsi nelle sue stanze. Poco dopo sua moglie venne colta da un malessere analogo. Fu l’inizio di una lenta agonia. Nei dieci giorni successivi i due coniugi furono vittime di un susseguirsi di febbri acute, vomito e diarrea, e le loro condizioni non cessarono di peggiorare. Riportano le cronache che le grida di dolore dei granduchi risuonavano per tutto il palazzo.

Tra il 19 e il 20 ottobre Francesco e Bianca morirono a poche ore di distanza l’uno dall’altra. In assenza di un erede diretto, la corona di Toscana passò al fratello del defunto, il cardinale Ferdinando. Questi rinunciò rapidamente al suo status ecclesiastico e si insediò al governo del granducato, rivelandosi ben presto uno dei più abili dirigenti della dinastia medicea. Ferdinando voleva dissipare ogni dubbio in merito a una sua presunta responsabilità nella morte del fratello e della cognata, per cui ordinò un’autopsia sui loro corpi. La conclusione dei dottori fu che Bianca e Francesco erano morti di malaria, una malattia perfettamente compatibile con i sintomi manifestati.

Isabella de’ Medici, sorella di Francesco, fu strangolata dal coniuge Paolo Giordano Orsini il 16 luglio 1576

Isabella de’ Medici, sorella di Francesco, fu strangolata dal coniuge Paolo Giordano Orsini il 16 luglio 1576

Foto: Akg / Album

Nonostante i risultati dell’esame autoptico, sulla morte dei duchi continuò ad aleggiare il sospetto di un avvelenamento. Fino al 2006, quando sono state pubblicate sul British Medical Journal le conclusioni di un’analisi tossicologica effettuata sulle spoglie dei due coniugi.

Dopo l’autopsia effettuata all’epoca dai dottori di Ferdinando, le viscere di Francesco de’ Medici e Bianca Cappello furono sepolte separatamente dai loro corpi nella chiesa di Santa Maria a Bonistallo, nei pressi di Poggio a Caiano.

Nel 2004, all’interno di un sacello pavimentale sono stati trovati dei vasi con resti organici che sono stati analizzati dai tossicologi Francesco Mari, Elisabetta Bertol e Aldo Polettini, e dalla storica Donatella Lippi, tutti professori dell’Università di Firenze. Gli esami hanno rivelato che si trattava dei resti del fegato di una donna e di un uomo contenenti dosi significative di arsenico. Un confronto tra i campioni del materiale organico maschile e il DNA dei resti ossei di Francesco I (sepolto nelle cappelle Medicee a Firenze) ha permesso di concludere che appartenevano alla stessa persona. Dunque il granduca appassionato di alchimia e veleni era stato intossicato dal suo assassino al termine di quella giornata all’insegna della caccia e della riconciliazione familiare. L’enigma sembrava finalmente risolto.

Dibattito aperto

Non ci è voluto molto perché i risultati dell’équipe di Mari fossero rimessi in discussione. Gino Fornaciari, del Progetto Medici, ha spiegato la concentrazione dell’arsenico come conseguenza delle tecniche di conservazione delle viscere in uso all’epoca. Il professore ha criticato anche la metodologia con cui i tossicologi hanno prelevato i campioni di DNA di Francesco I, ritenendo che non siano stati presi in considerazione fattori importanti, come la possibile contaminazione del DNA del granduca dovuta alle manipolazioni degli antropologi che ne studiarono il cadavere negli anni cinquanta. Infine, le analisi dei resti di Francesco effettuate presso le università di Pisa e Torino nel 2009 hanno rilevato la presenza di proteine di plasmodium falciparum, uno dei parassiti responsabili della malaria negli esseri umani. Ciò confermerebbe le spiegazioni fornite all’epoca dai dottori di Ferdinando. Tuttavia, ulteriori sviluppi potrebbero emergere da un eventuale ritrovamento del corpo di Bianca, il cui luogo di sepoltura fu mantenuto segreto per volontà di Ferdinando I. Il luogo è tutt’ora sconosciuto, anche se si ipotizza che possa essere una misteriosa tomba all’interno della basilica fiorentina di San Lorenzo. Se identificati, i suoi resti potrebbero porre fine al mistero.




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