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Dieci borghi da visitare in Valle d'Aosta


1. Saint-Pierre
https://www.finestresullarte.info/flash-news/6433n_dieci-borghi-da-...
Attestazioni di epoca preistorica testimoniano che sul sito dell’odierna Saint-Pierre insistevano i primi insediamenti della Val d’Aosta: il borgo sorge attorno ai due castelli medievali, appartenenti alle famiglie che delle due famiglie che in tempi antichi qui detennero il potere: i Saint-Pierre (da cui deriva il nome del borgo) e i Sarriod de la Tour. Il Castello di Saint-Pierre, in particolare, è uno dei più scenografici della regione e al suo interno oggi ospita il Museo Regionale di Scienze Naturali. La sua particolare forma, da castello fiabesco, risale alle modifiche dell’Ottocento, quando l’acquirente, il barone Emanuele Bollati, volle riscattare il castello dal degrado facendolo ristrutturare con l’aggiunta di elementi in linea con il gusto dell’epoca che amava un Medioevo da favola. Il Castello Sarriod de la Tour ha invece un aspetto più antico e conserva opere d’arte medievali: la cappella del maniero presenta affreschi del XIII secolo.

Veduta di Saint-Pierre
Veduta di Saint-Pierre

2. Étroubles

Antico villaggio già attestato in epoca romana, era un avamposto sulle vie di montagna che conducevano nell’odierna Svizzera, e di conseguenza il borgo di Étroubles, situato a poca distanza dal passo del Gran San Bernardo, ebbe nei secoli una rilevanza strategica. Ma non solo: si trovava infatti sulla via Francigena, di conseguenza nel Medioevo vi furono costruiti ricoveri per i pellegrini. In zona, la fama del borgo è legata anche al fatto che Napoleone vi si fermò per una notta nel corso del suo viaggio per la campagna d’Italia. A Étroubles si ammirano l’ottocentesca parrocchiale, costruita sul sito di un edificio precedente (rimane il campanile romanico), la Tour de la Vachère, una massiccia torre del XII secolo, le viuzze del borgo. Una particolarità di Étroubles consiste nel fatto che i suoi vicoli sono ricchi di opere d’arte.

Veduta di Étroubles
Veduta di Étroubles

3. Avise

È un borgo di poco più di trecento abitanti, già centro di passaggio in epoca romana, essendo situato sulla cosiddetta “via delle Gallie”, la strada consolare che univa la pianura Padana all’odierna Francia. Il borgo medievale di Avise si raduna attorno al suo quattrocentesco Castello, che fu per secoli dimora dei feudatari locali, i nobili d’Avise. Più antico ancora è il Castello di Blonay (non visitabile), che sorge su uno sperone all’interno del borgo, vicino alla chiesa di San Brizio. Ma Avise ha anche un terzo castello: è il Castello di Cré, una casaforte situata su un pendio non lontano dal centro, oggi diroccata. Da vedere anche il settecentesco ponte sulla Dora Baltea, ben conservato perché negli anni Cinquanta il traffico è stato dirottato su un ponte moderno costruito ad hoc.

Veduta di Avise
Veduta di Avise

4. Bard

Conta appena 110 abitanti ed è il comune più piccolo della Val d’Aosta, ma è un borgo ricco di storia: il suo imponente Castello, monumento principale di Bard, risale al XI, quando il feudatario locale, Ottone di Bard, volle costruirlo per ragioni strategiche, sulla cima di un monte scosceso e ritenuto pertanto inespugnabile. Nel corso dei secoli la fortezza fu progressivamente ampliata e divenne una delle principali piazzaforti del ducato dei Savoia, che fu anche centro di scontri durante le guerre che opposero i Savoia ai loro nemici. Trasformato in carcere e poi, fino al 1975, in polveriera dell’esercito italiano, è oggi proprietà della Regione Valle d’Aosta che lo ha fatto diventare sede di un museo (il Museo delle Alpi) e di mostre temporanee di richiamo. Pregevole anche il piccolo borgo che si sviluppa ai suoi piedi e che si raccoglie attorno alla chiesa dell’Assunzione. Nei dintorni si trova il Geosito archeologico (Archéoparc) di Bard, dove si trovano formazioni geologiche e dove si ammirano incisioni rupestri del neolitico.

Veduta di Bard
Veduta di Bard

5. Antagnod

È la frazione capoluogo del comune di Ayas ed è nota soprattutto come centro sciistico e di sport invernali. Antagnod è però anche un caratteristico borgo di baite, che conserva edifici storici, a cominciare dalla parrocchiale di San Martino di Tours (accanto, nella cappella del cimitero, è stato allestito un piccolo Museo d’Arte Sacra dove si può ammirare una rara Vièrge ouvrante del XIV secolo). Antagnod, immersa nel verde, è anche base per escursioni nelle montagne dei dintorni.

Veduta di Antagnod
Veduta di Antagnod. Ph. Credit

6. Arnad

Arnad è un’altra delle località che in epoca romana erano poste sulla via delle Gallie e che deve pertanto il suo sviluppo al fatto di essere al centro dei traffici della zona. Il borgo si sviluppa attorno alla pregevole chiesa di San Martino di Tours, risalente con probabilità al IX secolo, e che ci si presenta però con un aspetto romanico (anche se la facciata è stata ampiamente rimaneggiata nei secoli): è una delle chiese più antiche della regione e conserva uno straordinario ciclo di affreschi quattrocenteschi assegnato all’anonimo “Maestro di Arnad”. Ad Arnad si trovano anche due castelli, il Castello superiore e il Castello inferiore (entrambi però non visitabili: per il secondo, in restauro, si prevede comunque l’apertura). Al Medioevo risale anche la particolare Casaforte di Ville, un complesso risalente al XII secolo, riconoscibile per la sua torre risalente a quell’epoca. Da vedere poi il Pont d’Échallod, un antico ponte a schiena d’asino posto sul tracciato della via Francigena e percorribile solo a piedi. Gli amanti della gastronomia non potranno fare a meno di assaggiare il Lard d’Arnad, uno dei prodotti dop più importanti e noti della Valle d’Aosta.

La chiesa di San Martino di Tours ad Arnad
La chiesa di San Martino di Tours ad Arnad. Ph. Credit

7. Gressoney-Saint-Jean

Si trova a quasi mille e quattrocento metri d’altitudine, ai piedi del Monte Rosa. La sua storia è in parte legata a quella dei Walser, comunità che fin dal Cinquecento abita le terre attorno alla montagna e che ha in Gressoney-Saint-Jean il suo centro principale, tanto che qui si parla una lingua simile al tedesco (il Walser, appunto, qui declinato nella varietà del Greschòneytitsch). Da vedere nel borgo la cinquecentesca chiesa di San Giovanni Battista, ampiamente rimaneggiata nei secoli, il bizzarro maniero di Castel Savoia, una villa del XIX secolo costruita in stile eclettico a ricordare un castello delle fiabe (attorno si trova un rinomato Giardino Botanico), e le case in legno dei Walser, che si trovano nel centro e nei dintorni. A Gressoney-Saint-Jean è possibile visitare anche il Museo Regionale della Fauna Alpina, oltre al piccolo Museo della Parrocchiale. Il Walser Kulturzentrum, ovvero il Centro Culturale dei Walser, promuove di continuo iniziative volte a diffondere e salvaguardare la cultura di questa comunità.

Gressoney-Saint-Jean, Castel Savoia
Gressoney-Saint-Jean, Castel Savoia

8. Fénis

Il borgo di Fénis, di origine romana in quanto antico villaggio situato lungo la via delle Gallie, è storicamente legato alla famiglia Challant, i feudatari della zona, che fecero costruire lo spettacolare Castello che rappresenta uno dei simboli indiscussi della Valle d’Aosta, nonché uno dei castelli più famosi d’Italia. Di origine medievale (è citato per la prima volta in un documento del 1242), si presenta oggi con l’aspetto che rimonta ai restauri dell’Ottocento, progettati da uno degli architetti più noti della fine del XIX secolo, Alfredo d’Andrade. L’interno conserva ancora splendidi affreschi in stile gotico internazionale. Da vedere a Fénis anche la chiesa di San Maurizio, l’eremo di Saint-Julien, le rovine della casaforte dei Challant.

Il Castello di Fénis
Il Castello di Fénis

9. La Thuile

Moderna stazione sciistica sede di eventi sportivi internazionali, La Thuile è un borgo di origini antiche (l’insediamento risale all’epoca romana, mentre il toponimo odierno è settecentesco) che fu in passato tra i domini dei Savoia, di grande importanza strategica in quanto situato nei pressi del Piccolo San Bernardo e a poca distanza dal confine con la Francia: la sua posizione la resero protagonista di numerosi scontri bellici (all’epoca dei Savoia, nel periodo napoleonico, durante la seconda guerra mondiale). Da vedere nel borgo la parrocchiale di San Nicola, le cui origini rimontano al XII secolo, mentre nei pressi del centro abitato si trovano le numerose fortificazioni fatte costruire dai Savoia (per esempio le Fortificazioni al Colle della Croce, quelle del Colle San Carlo e altre). La Thuile si trova inoltre al centro di un comprensorio naturalistico di grande pregio: a poca distanza si trova il Lago Verney, uno dei maggiori della regione.

Veduta di La Thuile
Veduta di La Thuile. Ph. Credit Marek Slusarczyk

10. Saint-Vincent

Noto in tutta Italia in quanto ospita uno dei soli tre casinò del paese (gli altri sono quelli di Venezia e di Sanremo), il Casino de la Vallée, Saint-Vincent fu sede di insediamenti antichi ma si può dire che la sua storia sia iniziata a fine Settecento, quando la scoperta di alcune sorgenti termali l’ha resa uno dei luoghi di villeggiatura più importante della regione, una vocazione che continua ancora oggi. Tra le testimonianze antiche figura la chiesa di San Vincenzo, di origini medievali ma pesantemente rimaneggiata nell’Ottocento, mentre poco fuori dall’abitato è possibile osservare il ponte romano sul torrente Cillian. Saint-Vincent ospita anche un Museo Mineralogico con un’ampia collezione, un Museo d’Arte Sacra allestito nella parrocchiale, e una Galleria Civica d’Arte Moderna.

Veduta di Saint-Vincent
Veduta di Saint-Vincent

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